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Lettera del Rinascimento Bolognese

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Messaggioda admin » 26 settembre 2008, 21:40

Lettera del Rinascimento Bolognese

Sono Antonio Monti, abito a Bologna, sono medico ed imprenditore: come tale ho creato il Villaggio della Salute Più, ho ripristinato il volto storico delle Terme di Bologna, fondate dall’Imperatore Augusto, ho creato il Mare Termale Bolognese con 32 piscine coperte e scoperte in Città e Provincia. Credo nel futuro e mi piace lavorare costruttivamente.
Penso quindi di poter avere qualche titolo per dire la mia opinione sul futuro di Bologna e la sua prossima classe dirigente.
Siamo all’inizio del terzo millennio e credo che tutti i Bolognesi dovrebbero sentire, ed in modo particolare gli aspiranti amministratori della Città, il bisogno di dare a Bologna una progettualità innovativa.
Nello scorso millennio Bologna è stata la prima Università al mondo. E’ stata per 4 o 5 secoli una potenza industriale in Europa, occupando ad esempio un posto di primo ordine nell’industria della seta. Pur non essendo posta sul mare Bologna, sfruttando le sue risorse, è riuscita ad essere la città delle acque con 5 porti e canali navigabili. Nel 1500 era la seconda città in Europa per numero di abitanti. Ha realizzato ineguagliabili monumenti storici, culturali, laici e religiosi.
Noi invece abbiamo inaugurato il terzo millennio costruendo le “gocce informative” in Piazza Maggiore ed edificando, a cavallo di via Stalingrado, “l’ecomostro”. Abbiamo avuto una classe politica locale che ha reso Bologna prigioniera tra le colline e l’autostrada, arrivando così a soffocare e polverizzare tutte le maggiori istituzioni, in modo particolare l’Università.
E’ necessario un cambiamento di rotta!
Nel terzo millennio bisogna avere il coraggio di lanciare i confini di Bologna verso la “grande pianura”. Questa città deve diventare con la sua storica Università la capitale mondiale della cultura. E’ necessario quindi allargare gli orizzonti, costruire un Campus Universitario con tutti i crismi che tale istituzione comporta. Bologna è diventata la prima Università per lo studio della Medicina applicata ed allora bisogna creare, sempre nella grande pianura, la Cittadella della Salute, dove la sapienza medica e l’alta tecnologia possano coniugarsi e divenire un punto di riferimento internazionale. Inoltre, poiché il mondo universitario è costituito prevalentemente da giovani, il progetto del Centro Sportivo presentato tempo fa da Menarini e Cazzola potrebbe, con i dovuti adattamenti, rappresentarne il fiore all’occhiello.
Se si arriva a fare una Università a largo respiro culturale, collegata con le industrie più rappresentative, allora è necessario anche riprogrammare la Fiera in parallelo alle altre istituzioni. Non dobbiamo dimenticare che la prima Fiera Internazionale è stata fatta nel 1888 ai Giardini Margherita! In tale contesto Bologna diventerebbe una vera metropoli e potremmo assistere ad un reale Rinascimento a cascata: Rinascimento per le sue istituzioni storiche, che riacquisterebbero una dimensione internazionale; Rinascimento come Città che non sarebbe più assoggettata a cementificazione, grazie all’utilizzo degli spazi lasciati liberi dai nuovi insediamenti; Rinascimento del centro storico di Bologna, che potrebbe diventare il cuore dell’enogastronomia, del benessere, dei musei, dei teatri, della cultura cittadina in generale ed il salotto del tempo libero in cui finalmente i bolognesi possano ritrovarsi senza paura, per trascorrervi piacevoli serate.
Il centro storico dovrebbe diventare una grande attrazione per il turismo, come la struttura medioevale della Città, i musei e le opere d’arte meritano: basti pensare al complesso monumentale delle sette chiese di Santo Stefano che è quasi sconosciuto come meta turistica, mentre anche da solo potrebbe essere la destinazione di un lungo viaggio culturale!
Queste ipotesi di progettazione, sicuramente perfettibili, sono solo idealistiche o realizzabili?
Tutto dipende dalla capacità e creatività dei futuri amministratori pubblici. Se avremo come amministratori dei burocrati che governano la città con la “lista della lavandaia o della spesa”, continueremo a precipitare nel provincialismo, come è avvenuto finora.
Nelle penultime elezioni comunali ho votato e ho chiesto di votare per la Lista Guazzaloca, nelle ultime elezioni la stessa cosa ho fatto con la Lista Cofferati. Si tratta di due Sindaci di diversa estrazione politica, degni di fiducia, ma esclusivamente per una “ordinaria amministrazione” che da sola, come tutti constatiamo, porta Bologna ad un lento ed inesorabile declino.
All’inizio del secolo e del millennio ci vogliono autorità che abbiano una visione creativa globale di Bologna proiettata nel futuro. Ci vogliono personaggi che abbiano, come comunemente si dice, dello “swing” e che siano in grado di coinvolgere tutta la classe imprenditoriale bolognese, fuori dai clientelismi di partito. Questi personaggi a Bologna esistono: Luca Cordero di Montezemolo, Fabio Roversi Monaco, Flavio Delbono, Bruno Filetti, Alfredo Cazzola, Stefano Aldrovandi …
L’ideale sarebbe metterli tutti insieme a formare una “giunta autonoma” libera di operare con il sostegno di un patto elettorale tra le varie liste civiche di cittadini bolognesi, che già si stanno organizzando per dare una svolta ed un futuro a Bologna.
Un’altra alternativa potrebbe essere quella di arrivare ad una “giunta di coalizione” fatta con la partecipazione dei principali partiti, di destra e di sinistra che, abbandonando ogni faziosità, siano tesi a realizzare per Bologna una forte progettualità innovativa. Questo è quanto è avvenuto nel periodo aureo della storia greca e nel periodo dei Comuni del Medio Evo, quando si affrontavano momenti particolarmente difficili mettendo da parte le partigianerie e sostenendo le personalità migliori.
Le considerazioni fatte si possono riassumere in alcune domande, alle quali tutti i Bolognesi sono invitati a rispondere:
1. Vogliamo continuare ad avere una Città provinciale, dove i cittadini, come li definì il Cardinale Biffi, sono “sazi e disperati” o vogliamo progettare insieme un futuro degno del terzo millennio?
2. Vogliamo creare un contesto organico per tutte le istituzioni storiche della nostra Città lungo la grande pianura e creare un nuovo modello strutturale di Bologna o rimanere prigionieri e imbrigliati tra le colline e l’autostrada?
3. I Sindaci Guazzaloca e Cofferati ed il sistema partitico che li ha sostenuti non hanno già dato a Bologna quanto erano in grado di realizzare?
4. E’ più auspicabile e fattibile una “giunta autonoma” o una “giunta di coalizione”?
5. Quali altri personaggi nuovi potrebbero essere in grado di realizzare questa progettualità?
6. Come coinvolgere la classe imprenditoriale bolognese ad investire le proprie risorse nel nuovo Rinascimento bolognese?

Per far sentire la loro voce con proposte costruttive, tutti i Bolognesi sono invitati a scendere nella Piazza Informatica del sito http://www.bolognesita.it e a partecipare al Forum per dare vita ad un proficuo dibattito su “Bologna proiettata nel terzo millennio”. Il Forum continuerà anche dopo le prossime elezioni comunali e diverrà la Piazza Informatica della cittadinanza. Periodicamente si terrà una conferenza stampa per comunicare le osservazioni, le critiche e le migliori proposte per il futuro di Bologna.
La parola ai cittadini che vogliono veramente il bene della loro Città!

Antonio Monti
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda Paolo Trevisani » 29 settembre 2008, 8:38

Ottima l'idea di dare voce ai cittadini.
Credo che le istituzioni e i candidati sindaci possano attingere utili indicazioni e suggerimenti leggendo queste pagine, che devono rimanere politicamente super partes.
Credo che sarebbe importante coinvolgere gli imprenditori bolognesi nello sviluppo di questo ambizioso progetto, per reperire idee, fondi e le risorse umane necessari.
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda fede976 » 4 ottobre 2008, 12:44

Complimenti per l'iniziativa, bella idea. Io credo che dobbiamo riuscire a far capire a chiunque andrà al potere a Bologna quali sono le nostre esigenze e le esigenze della città per uscire dal torpore nel quale siamo caduti ormai da troppi anni.
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda Mirco » 4 ottobre 2008, 18:13

Senza ombra di dubbio l'idea è azzeccata: complimenti!
Occorre stilare una sorta di check-list (max 10 argomenti) su cui occorre intervenire indicando:
problema
proposta/e
tempistica
"attori" coinvolti
Mirco
 
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda fede976 » 5 ottobre 2008, 0:07

Hai ragione Mirko, proviamo a farlo! Inizia a mettere giù almeno 1 o 2 cose... :D
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda gianni zamboni » 5 ottobre 2008, 10:00

Veramente lodevole la lettera aperta del Prof. Monti apparsa sul Resto del Carlino.
In effetti la nostra Città si sviluppa, o meglio, si sta comprimendo,tra le colline e l'autostrada, senza vedere la realizzazione di progetti, anche se proposti, verso la nostra bella pianura.
La nostra pianura potrebbe rappresentare l'espansione della nostra Città, almeno per le infrastrutture, senza ostinarsi a cercare soluzioni di sviluppo tra questi due limiti; la collina e l'autostrada.
Penso al nostro Aeroporto Guglielmo Marconi per il quale è previsto uno sviluppo di traffico passeggeri fino a 10 milioni/anno, ovvero più del doppio dell'attuale, in una struttura ormai inadatta anche all'attuale traffico.
La previsione dei 10 milioni di passeggeri, ho letto, non è un target commerciale degli attuali Amministratori, ma è una reale previsione di crescita.
Come si può pensare a soddisfare le necessità del futuro con espansioni che prevedono soltanto spazi rosicchiati attorno all'attuale struttura, con la cosapevolezza che l'espansione non potrà mai raggiungere le reali necessità.
La nostra pianura potrebbe invece essere la soluzione.
Nel breve verrà presentato un progetto ai nostri Amministratori Comunali e Regionali sull'urgente sviluppo dell'aeroportualità bolognese.
Per il momento null'altro posso aggiungere.
Gianni Zamboni
Ultima modifica di gianni zamboni il 6 ottobre 2008, 7:58, modificato 1 volta in totale.
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda sko33 » 5 ottobre 2008, 19:21

Quando si dice che ci sono le idee, queste esistono.
Quando si deve realizzarle, queste non ci sono più a causa delle solite baruffe di partito.
Mi spiace che c'è chi pensa che ci voglia una coalizione, ma la reatà è che la politica è vecchia ed è legata ai soliti modi di agire da politici, penso che solo una lista civica "APERTA" abbia la possibilità di fare ciò che i partiti non fanno per la Città di Bologna.
Saluti.
sko33
 
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda eagroup » 6 ottobre 2008, 9:35

Caro Dottor Monti,
condivido tutti i punti elencati nella sua lettera.
Mi complimento per il coraggio, la chiarezza e la sensibilità con cui si è proposto.
Mi consideri a sua disposizione per ogni iniziativa che Lei andrà ad intraprendere.

Un caro saluto

Romano Bernardoni
Emilianauto Bologna Srl
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Re: Leggi la lettera

Messaggioda marese » 7 ottobre 2008, 15:06

Leggo con grande piacere la lettera di Antonio Monti che condivido nei contenuti, ed apprezzo moltissimo anche l’idea di creare questo Forum.
Credo che siamo sulla buona strada: era ora che del futuro di Bologna decidessero di farsene carico i bolognesi, ma in quanto tali, e quindi non nell’ottica della politica ma della difesa della bolognesità. Ed è giusto che se ne facciano carico quei Bolognesi che conoscono la realtà bolognese, coloro che amano Bologna perché la sentono parte fondamentale di se stessi ed origine della propria maturata cultura. Questa Bologna, contenitore da sempre di una grandissima cultura che già dal 1088 seppe creare il primo Studio Universitario del Mondo, questa Bologna di Irnerio e dei Glossatori, questa Bologna medievale che fu il centro culturale di attrazione di gran parte d’Europa. Questa Bologna che accolse con la sua straordinaria bolognesità e tolleranza gli studenti, Clerici Vagantes, provenienti, per apprendere, dai Paesi più lontani.Questa Bologna che seppe inventarsi anche i Portici per ottenere, su pilastri in legno, qualche ambiente in più per ospitare gli studenti nelle modeste abitazioni di quel tempo. Questa unica e prima al mondo Bologna, del Liber Paradisus del 1256, quando il Podestà riscatta gli schiavi, pagando tra l’altro le donne allo stesso prezzo degli uomini.
Questa Bologna ancora famosa per la nostra Alma Mater Studiorum, questa storica straordinaria Università che pochi giorni addietro su iniziativa del professor Roversi Monaco ha dato vita alla Magna Charta Universitatum firmata e condivisa dai Magnifici Rettori delle più antiche Università Europee.
Questa Bologna però, da alcuni decenni sta perdendo se stessa. Ha ragione Monti quando lamenta una Bologna prigioniera e soffocata, tra colline ed autostrade ed ecomostri, ha ragione quando propone la riprogrammazione della Fiera di storica tradizione bolognese.Ha ragione quando lamenta la attuale triste deriva del Centro Storico, antico straordinario Salotto bolognese, storico punto d’incontro della bolognesità. Con le famose “vasche “ sotto il Pavaglione, nel tardo pomeriggio o la domenica mattina, prima della messa delle “dodicieunquarto” in San Petronio. Ve ne ricordate? Ma chi può più frequentarlo così, oggi ? E’ solo una strada di passaggio veloce e non più di passeggio. Si è necessario un Rinascimento.Sono necessarie anche regole certe ed utili per la salvaguardia del Centro Storico, dei quartieri cittadini e della sicurezza dei cittadini. Ma parlare di regole non vuol dire proporre autoritarismo o razzismo. Potrebbe voler dire soltanto andare a copiare le soluzioni messe in atto con successo negli altri paesi europei. E le regole sono indispensabili garanzie per la libertà di tutti .Non esiste infatti libertà senza regole. Con buona pace di una certa politica ideologica ed utopistica. Ed una Bologna saggiamente amministrata, in grado anche di ritornare ad esprimere senza timori la sua autentica bolognesità caratterizzata dalla tolleranza e simpatia per l’altro, consentirebbe, come avvenne in passato, una facile integrazione per il diverso non più ostracizzato, ma accolto. Credo però che la politica italiana di oggi non possa farsi carico di queste problematiche . Attenzione questo non è populismo ! Troppo comodo definirlo così. Questa è invece la comune diffusa sfiducia nei confronti di una classe politica nazionale, appartenente a tutte le sigle, che non è più capace di “far politica” nel suo significato più puro. Al punto che tantissimi oggi, sembra uno scherzo, rimpiangono i costituzionalisti senza distinzione del loro colore politico ed anche la classe politica degli anni cinquanta e sessanta !
Ed allora, io non credo che a Bologna le Giunte Politiche di Coalizione possano funzionare, le cronache ce lo dimostrano! Quando va bene, le zuffe saltan fuori per motivi di visibilità elettorale, o per demagociche ideologie sempre utopistiche, raramente per costruttive e realistiche contrapposizioni di progetti veramente utili alla cittadinanza. L’talia oggi, o forse è meglio dire con il professor Umberto Eco, “l’Itaglia” oggi è in disfacimento e la sua classe politica ne è la fedele e conseguente dimostrazione e rappresentazione.
Pertanto se vogliamo lavorare ad un Nuovo Rinascimento per Bologna io vedo positivamente invece, la nascita di una Giunta Autonoma o se mi si consente di una “Giunta di Illuminati” capaci cioè di quella “Visione creativa globale di una Bologna proiettata nel futuro”. E per realizzare un tal progetto non serve questa politica, serve invece: Onestà, Intelligenza e Managerialità.
Sarebbe una grande fortuna quindi se Luca Cordero di Montezemolo, Fabio Roversi Monaco, Flavio Delbono, Bruno Filetti, Alfredo Cazzola e Stefano Aldrovandi volessero farsi carico di salvare Bologna dall’attuale ed inesorabile continuo degrado. Bologna avrebbe in questo modo certamente una Giunta di Illuminati!
Ed alla lista vorrei permettermi di aggiungere anche il nome di un personaggio che ha sempre dimostrato bolognesità e lucida imprenditorialità. Mi riferisco ad Antonio Monti che con questa sua autonoma ed interessante iniziativa testimonia con i fatti il suo amore per Bologna meritando a mio avviso una candidatura.

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Re: Leggi la lettera

Messaggioda sko33 » 13 ottobre 2008, 11:59

Uno vuole fare la Cittadella Sportiva, un'altro la Cittadella Giudiziaria e un altro ancora la Cittadella Universitaria..... ma queste cittadelle non costano? I fondi dove si prendono??
Da nuove tasse (ICI, ecc... ) oppure da nuove multe (Photored, Autovelox, ecc..). E poi chi le popola e a chi servono veramente? A fare di Bologna una città? E la realtà manageriale che le dovrebbe governare da chi sarà formata? Dai soliti noti e raccomandati, figli di papa e mamma, ma rigorosamente Bolognesi!!
Questa caduta, di appena del 25%, delle Borse Mondiali non mi pare vi abbia insegnato niente.
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